Divulgazione e Approfondimenti
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DIVULGAZIONE E APPROFONDIMENTI

Al Lowen
Alexander Lowen - Roma 1993 - convegno S.I.A.B.
(foto di Marilinda Residori)

L’ Associazione propone i seguenti servizi:

• CONFERENZE TEORICO - ESPERIENZIALI
sono previste una o più conferenze teorico - esperienziali all'anno, ad ingresso libero, nelle quali sono presentate:
- le attività dell'Associazione
- il metodo e l'approccio dell'Analisi e Autoregolazione Bioenergetica
- la pratica degli esercizi di Bioenergetica attraverso l'esperienza di una sequenza tematica.

• • CONFERENZE CON ESPERTI
si inseriscono nell'attività culturale, sono ad ingresso libero, tenute da esperti di vari ambiti e discipline su temi di salute prevenzione e ambiente.

• • • CONSULTAZIONE LIBRI E RIVISTE
presso la sede dell' associazione si possono consultare libri, riviste ed altro materiale informativo e di approfondimento relativi ai temi proposti dall'associazione..


Alexander Lowen, il fondatore dell’Analisi Bioenergetica

Medico psicoanalista, allievo di W.Reich, creatore della Bioenergetica, fondatore del IIBA, Institute for Bioenergetic Analysis di New York, Alexander Lowen, nato nel 1911, è ancora lucidissimo e pieno di energia.
Con un linguaggio chiaro e schietto come lo hanno solo pochi nella psicanalisi, continua la sua critica allo stile di vita occidentale contemporaneo: - “È importante focalizzarsi su se stessi, essere in contatto con i propri sentimenti ed esprimerli; poche persone oggi provano la gioia di vivere: per la maggior parte della gente la vita si riduce ad una sofferenza, ad uno sforzo continuo per la sopravvivenza ... e alla fine, ci ammaliamo facilmente...; ci portiamo dentro una tristezza al confine con la disperazione che nasce dal pensiero di non essere più capaci di trovare amore vero...; l’analista è in grado di aiutare il paziente nel cammino terapeutico solo nella misura in cui egli stesso ha già compiuto quel difficile percorso”.

Queste alcune sue parole significative (trascritte dal giornalista Michele Rossena nell’intervista che potete trovare dopo questa presentazione) pronunciate durante lo storico seminario sull’Analisi Bioenergetica, organizzato a Roma nel 1993 dalla S.I.A.B., Società Italiana di Analisi Bioenergetica.
L’Analisi Bioenergetica “tecnica terapeutica per aiutare le persone a riunirsi al proprio corpo e a poterne quindi godere la vita”, come la definisce il suo idea-tore, nasce negli anni ‘50, come scuola di terapia a carattere analitico ma centrata sul corpo. Si tratta di una nuova elaborazione delle teorie freudiane alla luce del pensiero reichiano, che si deve all’incontro nel 1940 tra Lowen e Wilhelm Reich, uno dei più importanti allievi diretti di Freud. Lowen rimase affascinato dall’approccio reichiano e nel 1942 iniziò una terapia con Reich. In questo processo terapeutico Lowen maturò le sue riflessioni sulla scoperta, fatta da Freud, di un elemento bioenergetico nella sessualità. Dopo la conclusione della sua terapia si rese conto di alcuni limiti dell’impostazione reichiana e arrivò a concepire l’Analisi Bioenergetica.

Alexander Lowen ha pubblicato molti libri, ricchi di resoconti di casi clinici frutto di 50 anni di lavoro, che hanno avuto un enorme successo in tutto il mondo. Inoltre insieme alla moglie Leslie ha pubblicato l’utilissimo manuale di esercizi pratici “Espansione ed integrazione del corpo in Bioenergetica”, che propongo da anni a chi frequenta i corsi di esercizi, con il quale ci si può accostare agli esercizi di autoregolazione bioenergetica, esercizi che possono essere visti come un ponte di comunicazione tra Oriente ed Occidente affinché i moderni occidentali si rendano conto di essere figli di una società “tutta nella testa, dove la volontà è usata per andare contro il sentimento del corpo” come afferma Lowen stesso.

Concludo con una breve impressione su Lowen: un uomo semplice, dotato di una grande capacità di accogliere e di aiutare gli altri, il cui punto di forza è quello di essere lui stesso il suo più fedele seguace, mantenendo fede all’opera di ricerca, di autocritica, di innovazione nell’insegnamento, e allo stesso tempo di essere stato in grado a ottant’anni di criticare, rivedere e anche cambiare radicalmente la sua impostazione terapeutica.
Maestri così ce ne sono pochi.

Marilinda Residori

di Alexander Lowen sono disponibili in italiano:
«Il piacere» (1970) Astrolabio 1984; «Espansione e inte-grazione del corpo in bioenergetica» (1977) Astrolabio 1979; «La depres-sione e il corpo» (1972) Astrolabio 1980; «Paura di vivere» (1980) Astrolabio 1982; «Amore, sesso e cuore» (1988) Astrolabio 1989; «La spiritualità del corpo» (1990) Astrolabio 1991; «Arrendersi al corpo» (1994) Astrolabio 1994; «Il tradimento del corpo» (1967) Edizioni Mediter-ranee 1997; «Il linguaggio del corpo» (1958) Feltrinelli 1984; «Bioenengetica» (1975) Feltrinelli 1983; «Amo-re e orgasmo» (1965) Feltrinelli 1984; «Il Narcisismo» (1983) Feltrinelli 1985.

Su Alexander Lowen sono stati scritti:
Cyber n. 44 – aprile 1993 “di, su, da Lowen” ristampato da F. Ceratti Ed. come: L. Marchino, “di, su, da Lowen, l’emozione, il movimento, il respiro” – FCE (MI) 1996

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Alla riconquista della gioia, la psicoterapia in aiuto a chi sta per arrendersi

intervista ad Alexander Lowen di Michele Rossena
Roma, Convegno S.I.A.B. - 1.10.1993

Alexander Lowen, patriarca della psicanalisi, traccia una mappa dei malesseri dell’uomo contemporaneo.
«Fu proprio Sigmund Freud a scoprire l’esistenza di un fattore bioenergetico dietro l’elemento sessualità. Si rese presto conto, il fondatore della psicanalisi, che il concetto di libido individuale spaziava oltre un’idea specificamente mentale, che comprendeva cioè il senso di una forza fisica».
Poche battute per l’inizio di un ricco seminario, organizzato dalla SIAB, Società Italiana di Analisi Bioenergetica e dedicato agli addetti ai lavori. Niente stampa e tivvù per questa veloce apparizione romana, peraltro attesa da lunghi anni, del grande vecchio della psicanalisi contemporanea.

Ottantaquattro anni di fresca energia, lucidissimo, determinato nella sintetica revisione di quelle intuizioni che gli hanno permesso di sviluppare in maniera originale e terapeuticamente significativa l’opera dei suoi maestri Freud e Reich. Chiaro come solo pochi grandi nel mondo analitico, Alexander Lowen si mostra subito deciso a stroncare le annose diatribe interdisciplinari storicamente presenti in seno al movimento psicoanalitico e riproposte in aula da alcuni illustri allievi italiani dell’IIBA, International Institute for Bioenergetic Analysis di New York, fondato e diretto dallo stesso Lowen.

«Non sono qui per orientarvi politicamente - risponde perentorio ad alcune chiare provocazioni - né tantomeno per fornirvi dotte argomentazioni filosofiche sull’arte di vivere. La vita è un viaggio il cui significato si trova nel viaggio stesso e non nella destinazione. Perciò è importante massimamente focalizzarsi su se stessi ed essere in contatto con i propri sentimenti ed esprimerli. Molto diversamente dallo stile di vita tipico della società contemporanea».

Il dibattito è aperto, forte dell’affascinante verve del maestro. Domande a tutto campo, risposte chiare, precise. Di contenuto ricchissimo, da elaborare clinicamente.
Approfittiamo di questo spazio ufficiale per porre a Lowen quesiti d’interesse comune, con il cortese contributo di alcuni colleghi. Qualche altra risposta riusciamo a strapparla negli intervalli fra le varie dimostrazioni cliniche dal vivo: un laboratorio di rara incisività.

- Professor Lowen, dal modello freu-diano all’Analisi Bioenergetica ...
«Non trovando una prova scientifica dell’esistenza di un fattore energetico a monte della sessualità, Freud abbandonò l’idea. Ciò fu abilmente ripreso da Wilhelm Reich, mio maestro e analista, che accetto la sfida dell’energia. In breve, la sessualità è un processo energetico, oltre che psicologico; la sua funzione è di scaricare l’energia in eccesso presente nell’organismo. Coinvolgendo l’intero corpo in un movimento convulsivo, il sentimento della sessualità si esprime liberamente in quello che chiamò l’orgasmo, un’esperienza di estasi secondo Reich. Queste le radici dell’Analisi Bioenergetica»

- L’analisi ad hoc per i malesseri dell’uomo del Duemila.
«Poche persone provano oggi la gioia di vivere. Per la maggior parte delle persone la vita, spesso, si riduce ad una sofferenza, ad uno sforzo continuo per la sopravvivenza. Una lotta quotidiana che per il raggiungimento di un pizzico di gioia prevede tanto dolore. E così ci reprimiamo, non viviamo, non dormiamo bene, e alla fine ci ammaliamo fisicamente. Tutto ciò, voglio dire, non è equilibrato per la nostra natura di base. Questo squilibrio, questo guasto, è causato sostanzialmente da un conflitto fra due funzioni primarie dell’organismo, le funzioni dell’io, della mente, e le funzioni del corpo.
Queste ultime risultano estremamente semplici: il corpo vuole star bene, vuole essere libero, vuole fare ciò che ha voglia di fare. La mente, invece, si oppone: non tutto è permesso, è troppo pericoloso: ti farai male. E la mente ha ragione, nel senso che il conflitto che si stabilisce molto presto nella nostra infanzia rimane scolpito in una ferita. Da bambini, per questo abbiamo veramente avuto paura di morire; perciò la mente toglie al corpo ogni chance, imponendo alla persona: non arrenderti mai più al tuo corpo, non lasciare mai che il corpo prenda il sopravvento, non avere troppi sentimenti nel senso di non “sentire” troppo. È più sicuro. Dunque, noi sopprimiamo il corpo e diminuiamo i suoi sentimenti.

- Una repressione dell’energia che si canalizza altrove.
«Certo. È così che poniamo enfasi sul lavoro, per esempio. Ma non lavoro per provare più piacere: lavoro per avere più potere. Per diventare più ricchi, avere più auto, sempre più importanti. Come se questo avere, queste cose, questi oggetti, potessero proteggerci dalla paura dei sentimenti che abbiamo dentro di noi. Sono arrivato ad una semplice conclusione che è alla base del libro che ho appena finito di scrivere. La gioia di vivere? E data dal semplice arrendersi alla vita e al corpo e la psicoterapia ha a che fare con tutto ciò. E’ cioè un aiuto a ritrovare quella gioia che è possibile rintracciare dentro se stessi. L’uomo è alla continua ricerca del piacere e della gioia, ma quando si arrende al suo corpo si trova di fronte a dei sentimenti che fanno molta paura».

- Sentimenti primari?
«C’è una tristezza dentro di noi, una tristezza che è quasi disperazione, è al confine con la disperazione che nasce dal pensiero che non troveremo mai l’amore vero. Questo sentimento è un riflesso di qualcosa di antico, di ciò che abbiamo provato quando eravamo molto piccoli. C’è, quindi, dentro di noi la rabbia, in tutti noi che è forte abbastanza da farci uccidere: ci è stata negata la nostra gioia di bambini. E c’è anche una paura dentro di noi, se ci arrendiamo, se il nostro io si lascia andare a questi sentimenti impazziamo. Questi temi rappresentano il fulcro di una terapia».

- Che cosa succede di solito inizialmente, nel corso di una psicoterapia?
«Cercando di comprendere a che punto il paziente si trova e guidandolo fino all’inferno che sta dentro, nel profondo del suo essere, si ripete la storia della Divina Commedia dantesca. Il terapeuta è la guida, il paziente ha molta paura, come Dante quando si sente perso nel bosco mentre ascolta i ruggiti degli animali selvaggi. Dante chiede aiuto in Paradiso a Beatrice che lo rassicura: sarà Virgilio ad aiutarlo, perché l’unico modo per tornare a casa è passare attraverso l’Inferno, il Purgatorio, e solo alla fine il Paradiso. La ragione per cui Virgilio è in grado di aiutarlo è semplice: Virgilio stesso ha già fatto quel viaggio».

- Una metafora perfettamente calzante con l’avventura terapeutica.
«Nella misura in cui lui stesso ha già fatto il viaggio, il terapeuta è l’unico che può aiutare il paziente nel suo cammino. Avendolo già fatto, egli stesso ne conosce i pericoli».
Una brevissima pausa per interrompere la raffica di domande ed aprire la parte esperienziale del seminario. Il maestro è freschissimo; caricato dall’interesse suscitato nella platea. Le domande proseguono sul livello personale e sul contenuto delle maggiori opere dal mitico “Il linguaggio del corpo” all’ultimo (tradotto in Italia) “La spiritualità del corpo”, pubblicato da Astrolabio come la maggior parte dei suoi cavalli di battaglia. Milioni di libri venduti in tutto il mondo; una bibliografia ricchissima e completa sul piano clinico. Ma non solo. Basti ricordare lo splendido saggio su “Il narcisismo”, uno spaccato clinico-sociologico del nostro arido vivere quotidiano, figlio di una «società tutta testa», ci dirà più tardi, ove «la volontà è usata per andare contro il sentimento del corpo».

- In questa chiave, la volontà può di-ventare una resistenza alla crescita personale in ambito psicoterapeutico?
«La volontà ostinata è una resi-stenza dell’io, la volontà appartiene all’io, il volere è, invece, un sentimento; questi due aspetti sono perennemente in conflitto nella nostra società: la volontà di vivere non basta per gioire della vita, anzi. Il volere, il desiderio sta dentro il corpo, è il sentire. L’obiettivo di qualsiasi terapia è liberare “la testa” e riequilibrare l’energia corporea».

- Oltre ogni definizione accademica, cos’è la psicoterapia?
«È cercare se stessi per incontrare i propri sentimenti ed esprimerli».

- Un po’ come ritornare alla freschezza del bambino?
«È questo. L’esperienza del bambino è priva di mediazioni: prima corporea e poi elaborata a mente. Ma la mente è solo una creatrice di immagini e non la sentiamo. Il sogno, per esempio, riflette perfettamente ciò che sta accadendo nel corpo».

Ritrovare un sano bambino interiore, dunque, è la “semplice” ricetta di un grande psicoanalista per l’uomo del Duemila. Un antidoto alla folle corsa al potere, al prestigio, al denaro: tutte espressioni (lo scrive Lowen in un suo bellissimo libro) della “paura di vivere”.

Lowen fa un esrcizio di bioenergetica
(foto di Lowen ©2005)

 

 


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