© Mens Sana in Corpore Sano (www.mscs.it)

Reich, orgasmo e Bioenergetica

di Alexander Lowen

La funzione dell’orgasmo
La Bioenergetica rappresenta una estensione e uno sviluppo dei concetti terapeutici di Wilhelm Reich. Questi, in breve, sono:
1) Identità e antitesi funzionale di tutti i processi psichici e somatici.
2) Grande rilevanza dell’analisi del carattere sia a livello psicologico che fisico. Ciò implica la
     necessità di porre l’accento sul comportamento attuale e sugli atteggiamenti, e una uguale  
     attenzione verso le tensioni muscolari che sottostanno e determinano il comportamento e gli
     atteggiamenti stessi.
3) Un punto di vista energetico secondo il quale tutti i problemi sono visti come disturbi delle
    funzioni basilari dell’espansione e della contrazione, oppure come blocchi del libero flusso
    dell’eccitazione nel corpo.
4) Ruolo-chiave della sessualità rispetto alla personalità; nello specifico: natura e funzione  
    dell’orgasmo nella regolazione della salute emozionale.
Una delle modificazioni che la Bioenergetica ha apportato all’approccio reichiano nel trattamento dei problemi emozionali è stato quello di non considerare più la potenza orgastica come l’obiettivo diretto della terapia. Per esempio, nella nostra analisi delle reazioni di un paziente, il termine angoscia dell’eccitazione orgastica è usato raramente. A questo punto rispetto alla sessualità e all’orgasmo penso che sia positivo confrontare il punto di vista bioenergetico con quello di Reich e spiegare le differenze tra le due posizioni. Sarà questo l’argomento del presente scritto.
Partiamo dal punto di vista di Reich sulla risposta orgastica nel sesso. Reich ha descritto l’orgasmo come una scarica totale, involontaria e convulsiva di tutta l’energia o eccitazione eccedente nell’organismo. Tale scarica è estremamente piacevole e soddisfacente: piacevole perché la scarica dell’eccitazione produce piacere e soddisfacente dal momento che la reazione è di tipo totale. Le parole chiave sono totale, involontaria e scarica. Totale significa che tutte le parti del corpo partecipano ai movimenti involontari che si verificano all’acme (climax) dell’atto sessuale. La scarica avviene attraverso l’apparato genitale. Se tutta l’energia eccedente del corpo è investita nella scarica, allora si ha, in senso reichiano, un orgasmo completo. Se la scarica è solo parziale, l’energia non scaricata viene vissuta come angoscia, a meno che questa non venga “legata” da atteggiamenti nevrotici o da tensioni muscolari croniche. Allo stesso modo, le tensioni croniche e gli atteggiamenti nevrotici impediscono l’abbandono e la scarica totale precludendo l’orgasmo completo. Un individuo che abbia la capacità di vivere, questa risposta orgastica, cioè che sia orgasticamente potente, dovrebbe essere libero da qualsiasi tendenza nevrotica.
Reich affermò di aver trovato un tale tipo di persona nel proletariato tedesco, nel 1920. Per differenziarla dal carattere nevrotico, egli definì la personalità di queste persone: “carattere genitale”. Tale definizione era sinonimo di salute emozionale.
Quando una persona raggiungeva un orgasmo completo, si liberava dai suoi complessi nevrotici. Nell’orgasmo l’individuo scaricava l’energia che era stata usata per mantenere la struttura nevrotica e in questo modo la struttura stessa crollava. E fin tanto che avesse mantenuto la sua potenza orgastica, egli sarebbe rimasto libero da qualsiasi tendenza nevrotica. Questa era l’esperienza di Reich rispetto ai suoi pazienti. Per questo, l’obiettivo della terapia, per Reich, divenne quello di sviluppare nel paziente la potenza orgastica, la capacità di un abbandono e di una scarica completa durante l’atto sessuale.
Secondo la teoria Reichiana, nella nevrosi il fattore economico consiste nella stasi dell’energia sessuale, cioè nell’eccitazione sessuale non scaricata che deve essere distinta dall’eccitazione genitale. Reich vide la nevrosi come una difesa dalla paura di “darsi completamente” (giving-in) all’immensa eccitazione che conduce all’orgasmo completo. Chiamò questa paura “angoscia dell’orgasmo” (orgasm anxiety).
Qualsiasi tensione o manovra nevrotica era interpretata come una difesa contro l’angoscia dell’orgasmo. Naturalmente Reich riconobbe che esisteva anche un fattore psichico in ogni problema nevrotico, che rappresentava una precedente esperienza traumatica.
Egli era anche ben consapevole dell’esistenza del fattore dinamico rappresentato dal fatto che ogni persona si adegua alle situazioni della propria vita. Diede maggior attenzione agli elementi psichici e dinamici del problema della personalità, ma il suo scopo era quello di eliminare la stasi dell’eccitazione sessuale, che egli riteneva fosse il nucleo profondo (core) di ogni problema.
Quando ero in terapia con Reich, la parte più consistente del lavoro era diretta al “darsi completamente” al corpo (giving-in to the body):a una piena, profonda ed armonica respirazione; al libero flusso del sentimento e dell’eccitazione; ai movimenti spontanei e involontari del corpo. Si permetteva alla respirazione di svilupparsi in maniera libera e piena, specie nella espirazione, che rappresenta la fase del cedimento o del “lasciarsi andare” (letting-go). Reich lavorava anche sulle tensioni muscolari per facilitare il lasciarsi andare o il darsi completamente. Nel corso della mia terapia riemersero molti vecchi ricordi e provai alcune emozioni molto profonde legate al mio passato e al presente. Dopo tre anni di terapia, intercalati da un anno di interruzione, ero in grado di darmi completamente e di permettere al riflesso dell’orgasmo di manifestarsi con facilità e in modo consistente.
Il riflesso orgastico altro non è che una reazione involontaria all’onda di eccitazione che attraversa il corpo quando si fa una espirazione profonda e rilassata. Quando si è distesi sul lettino, la testa cade all’indietro, la gola si protende in avanti e quando l’onda (di eccitazione) raggiunge la pelvi, anch’essa si muove in avanti. Nell’inspirazione si verifica il movimento contrario. Viene definito riflesso orgastico per il fatto che lo stesso movimento si manifesta nell’orgasmo sessuale. Aggiungerei che il movimento è identico sia per gli uomini che per le donne, tanto nel caso di una azione riflessa, quanto nella risposta sessuale. L’essenza del movimento sta nel fatto che esso è involontario, ritmico e armonioso. Quando si manifesta durante le sedute di terapia, ha un effetto piacevole, rilassante e ci si sente ben integrati. Tuttavia, non si tratta di un orgasmo; infatti il movimento è a bassa-modulazione (low-keyed) e non si verifica alcuna scarica genitale (un orgasmo vero e proprio è ad alta-modulazione); una scarica molto intensa che si produce grazie alla grande intensità dell’eccitazione sessuale e genitale. Durante l’orgasmo è possibile che si verifichi un momentaneo appannamento della coscienza; cosa che non accade quando il movimento è solo riflesso. Durante l’orgasmo i movimenti pelvici sono più veloci e forti, ma comunque in sincronia con la respirazione che è più profonda e rapida.
Dato che il riflesso orgastico rappresenta una reazione naturale alla respirazione profonda e rilassata, è possibile che esso si manifesti tutte le volte che si attua una tale respirazione, a condizione però che ci si dia il permesso di lasciarsi andare completamente al corpo. Per funzionare in modo normale nella vita quotidiana è necessario un certo grado di controllo dell’io, grado di controllo che varia a seconda delle differenti persone, ma che comunque non è mai assente. Siamo quasi sempre orientati dalla nostra testa e non abbandoniamo questo orientamento se non in rare occasioni che ci permettono di distogliere la nostra coscienza dal mondo.
Quest’ultimo punto ha bisogno di qualche chiarimento. Distogliere la coscienza dal mondo non significa solo chiudere gli occhi nei suoi confronti; Il mondo intorno a noi continua a esistere attraverso le nostre immagini e finché queste saranno presenti in modo conscio nella niente non sarà possibile darsi completamente al corpo e alle sue sensazioni. Quanto finora detto chiarisce, in modo molto semplice, la posizione di Reich rispetto al sesso e alla terapia. Prima di passare a esaminare i cambiamenti che la Bioenergetica ha introdotto, mi si permetta di considerare in modo critico il pensiero di Reich, stando nella vantaggiosa posizione di chi fa considerazioni a posteriori.

Grounding e sessualità
Uno dei maggiori progressi che la Bioenergetica ha fatto rispetto alla terapia reichiana è costituito dall’introduzione del concetto di grounding. Questo concetto si è dimostrato così prezioso nel favorire la comprensione dei problemi presentati dal paziente e nello sviluppo della nostra capacità terapeutica che il punto centrale in Bioenergetica si è spostato dal riflesso dell’orgasmo e dalla potenza orgastica a favore di quanto adeguatamente una persona è radicata al suolo con le gambe e con i piedi. Grounding, così come il termine viene usato in Bioenergetica, significa avere i piedi saldamente piantati per terra, oppure essere pienamente in contatto col suolo. Esso non descrive un processo meccanico, ma energetico. Per essere radicati è necessario sentire i propri piedi pienamente in contatto col suolo.
Ciò è possibile solo a patto che ci sia una carica energetica nei piedi e uno scambio di energia tra i piedi e il suolo.
Per quanto ne so io, Reich non ha mai usato il termine grounding, né è un concetto del quale egli si sia servito nel suo lavoro. La terapia reichiana ha luogo col paziente disteso sul lettino e non prevede alcun tentativo di indagare, insieme col paziente, su funzioni vitali come la capacità di stare in piedi, di mantenere la propria posizione, di muoversi in avanti e di cadere.
Anche altre terapie che lavorano col paziente in posizione prona risentono delle stesse lacune. L’attuale Bioenergetiea è nata quando lavoravo su questi aspetti del mio modo personale di funzionare, sette anni dopo che la mia terapia con Reich era terminata “con pieno successo”. Sentivo che la mia terapia con lui aveva lasciato irrisolti troppi problemi, nonostante avessi raggiunto lo stadio in cui il riflesso orgastico si manifestava in maniera soddisfacente. Chiesi a John Pierrakos di lavorare con me e cominciammo questo tipo di terapia su di me nella posizione in piedi piuttosto che in quella distesa. Ebbi la sensazione di riuscire ad avere un contatto più pieno con la mia pelvi e le gambe.
Le due posizioni, quella distesa e quella in piedi, riflettono due differenti modi di stare nel mondo. Con la posizione distesa si sceglie implicitamente una modalità infantile; appoggiarsi sulle spalle denota impotenza. Questa posizione favorisce la regressione e il richiamo di memorie ed esperienze remote. La posizione eretta o lo stare in piedi rappresentano una postura adulta e favoriscono i processi che conducono alla maturità e capacità di assumersi le responsabilità. Esse guardano al futuro e alla crescita. Stanley Keleman nel suo libro “You are Somedoby” fa alcune interessanti osservazioni sull’importanza della posizione eretta dell’uomo. Non può non esserci un qualche significato nel fatto che, pur essendo possibile accoppiarsi stando in posizione eretta, la maggior parte della gente preferisce svolgere l’attività sessuale nella posizione prona o distesa.
La Bioenergetica utilizza ambedue le posizioni (quella eretta e quella distesa; n.d.t.) in relazione al loro valore terapeutico. Usa la posizione distesa per favorire il processo di regressione. Ricorre alla posizione eretta per aiutare il paziente ad affrontare il mondo e per fargli imparare a confrontarsi con le situazioni o con le persone. Inoltre quando vi è una normale discussione, il terapeuta e il paziente sono ambedue seduti per favorire lo scambio di idee. Ma è nell’uso della posizione eretta e negli speciali esercizi che servono a migliorare la capacità di stare in piedi e a favorire la sensazione di stare sulle proprie gambe che la Bioenergetica è unica tra le varie terapie. Non vorrei, tuttavia, dare l’impressione che la comprensione della e il lavoro sulla posizione eretta siano gli unici contributi importanti della Bioenergetica alla terapia. Ciò non di meno la posizione eretta rappresenta una funzione chiave dell’organismo umano e come tale essa gioca un ruolo molto importante nella sessualità. Ho affermato in precedenza che senza la capacità di affrontare le pressioni negative (esistenti) nella nostra cultura è impossibile mantenere o sostenere una sana funzionalità sessuale. Ma, più specificatamente, è la capacità di sopportare l’eccitazione o la tensione di una carica elevata che determina la possibilità che il riflesso orgastico si traduca in potenza orgastica nell’atto sessuale. Nella più vasta area della personalità le domande importanti a cui rispondere riguardano il come una persona affronta il mondo e sta sui suoi piedi.
Stare in posizione eretta, muoversi, alzarsi, cadere sono funzioni proprie della parte inferiore del corpo, (parte) che include anche la sessualità. Sono funzioni appaiate. La capacità di stare in piedi è in relazione alla capacità di muoversi, la capacità di alzarsi alla capacità di cadere. L’insicurezza nella posizione eretta implica una paura di cadere e genera quella che è conosciuta come angoscia di cadere. L’angoscia di cadere è presente in qualsiasi persona che non sia pienamente radicata al suolo. Dove esiste l’angoscia di cadere la persona non cade e le è difficile lasciarsi andare e darsi al corpo. L’angoscia di cadere sottintende quella che Reich chiamò angoscia dell’orgasmo oppure, in altre parole io direi che l’angoscia dell’orgasmo rappresenta una forma dell’angoscia di cadere. Nella metà inferiore del corpo si trova anche la controparte dell’angoscia di respirare, un’angoscia che è in relazione con la sensazione di “soffocare l’essenziale”. Uno dei vantaggi dell’approccio bioenergetico sta nel fatto che è possibile lavorare sull’angoscia di cadere sia a livello analitico che attraverso esercizi specifici.
Per apprezzare in pieno il valore del radicamento è necessario confrontarlo col suo opposto, l’essere sospeso. Una persona è sospesa quando i suoi piedi non sono pienamente appoggiati al suolo e ciò implica un essere fuori da un pieno contatto con la realtà. Si è sospesi a causa di una illusione. Perciò, per far tornare una persona con i piedi, per terra, è necessario smascherare la sua illusione. Ciò richiede un accurato lavoro analitico del carattere. (...)
Vissuta o meno, esiste in ognuno la consapevolezza subconscia che la strada verso la dimensione cosmica passa attraverso il sesso. La sessualità sta alla base della spiritualità e parimenti il senso di radicamento (grounding) è il fondamento della sessualità. Non esiste altra via. Il fiore si innalza dalla pianta.
Reich aveva sperato che il superamento della repressione sessuale avrebbe liberato la personalità. Tale speranza non si è realizzata. Fin dai tempi di Freud abbiamo preso coscienza dell’importante ruolo del sesso nella formazione della personalità. L’altra parte però, quella relazionale, in genere è stata ignorata. La domanda che necessita di una ulteriore discussione è: “quale tipo di persona è in grado di pervenire alla potenza orgastica?”
Reich affermò di avere scoperto un alto grado di potenza orgastica tra i lavoratori tedeschi da lui esaminati nel 1920, ma non descrisse mai le qualità delle persone e il tipo di cultura capaci di facilitare un così alto grado di salute emozionale.
In questo difficile studio abbiamo un punto di riferimento.
Il sesso rappresenta, forse, la funzione maggiormente animale della personalità umana. Quello che intendo per “maggiormente animale” è che l’atto sessuale ha subito solo in minima parte la modificazione culturale. I nostri modi di mangiare, dormire, espellere sono stati influenzati in misura maggiore dagli standard culturali.
Sicuramente, l’atto sessuale rappresenta la funzione che più intimamente si identifica con la nostra natura animale. Esso rappresenta la funzione che maggiormente esprime la nostra natura animale.
L’animale selvatico, vivendo in uno stato naturale, vive pienamente la vita del corpo ed è orgasticamente potente. Siamo persone disturbate, specie rispetto al nostro funzionamento sessuale, nella misura in cui perdiamo il contatto con la vita del corpo e, quindi, con la nostra natura animale. Cultura e natura sono antitetiche e possono facilmente diventare antagoniste.
La nostra cultura in modo particolare è dannosa per la natura e per la vita del corpo. La grande distruzione dell’ambiente naturale conferma questa predisposizione.
Nelle attuali condizioni di vita è impossibile, per la maggior parte della gente, essere orgasticamente potente. È possibile che alcuni riescano a vivere dei momenti in cui raggiungono l’estasi dell’unione cosmica, ma avviene solo eccezionalmente.
Non bisogna tuttavia abbandonare questo ideale. In caso contrario non ci resterebbe altro da fare che accettare lo stato nevrotico come nostro inevitabile destino.
È nostro dovere capire la natura umana e influenzare i modelli culturali così che essi favoriscano tale natura.