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il corpo spiritualizzato è vivo, vibrante, prova piacere e gioia di vivere
pubblicato dal Centro di Documentazione Wilhelm Reich di Milano
L’uomo non è solo un animale dotato di attività mentale subconscia come tutti gli animali, ma è anche una creatura cosciente in un grado in cui non lo è nessun altro animale. Egli è cosciente di sé come parte di un tutto, come parte della natura e del cosmo, ma oltre a ciò egli si sente separato dal tutto.., come speciale. Può nutrire gli animali, costruire grattacieli e ora può controllare le sue attività riproduttive. Questo senso di essere un attore cosciente nel dramma della vita è una funzione dell’Io dell’uomo, quell’organizzazione delle funzioni mentali che permette all’individuo di osservarsi e di essere conscio di se stesso. Per fare questo una persona deve fare un passo fuori di sé, per così dire. L’uomo può esaminare i suoi processi di pensiero, cosa possibile con lo sviluppo del linguaggio. Attraverso il linguaggio, l’uomo può essere cosciente del suo passato e anche proiettarsi nel futuro.
La combinazione dei processi mentali che noi chiamiamo “Io” è realmente una creazione straordinaria. Ad esso dobbiamo la cultura dell’uomo che ne ha enormemente arricchito la vita. Non devo insistere sulla grandezza di questa conquista che è ben nota. Ciò che è meno noto è il pericolo che questo sviluppo costituisce per l’umanità, l’individuo e la vita sulla Terra. Il controllo che l’Io ha permesso all’uomo di raggiungere sulla natura è stato associato con un uguale cotrollo sulla sua natura stessa, cioè sul suo corpo. L’Io vede il corpo come un oggetto che può essere manovrato e modellato, come si potrebbe fare con un cavallo, per esempio. Nei miei scritti ho paragonato il rapporto tra Io e corpo a quello tra cavallo e cavaliere. Nel corso della storia la combinazione di uomo e cavallo è stata una forza potente. L’uomo dipende pesantemente dalla natura perché il cavallo è una creatura della natura. La situazione è cambiata drammaticamente quando il cavallo è stato soppiantato dall’automobile, dal trattore e dall’aeroplano. Riflettiamoci sopra. Possiamo attraversare un continente in meno di un giorno. Ma non è solo quella possibilità di movimento ad essersi velocizzata, i nostri corpi e il nostro pensiero hanno anche loro modificato i loro tempi nella stessa misura. Siamo più attivi, viviamo più in fretta. Tuttavia il tempo interno dei nostri corpi non si è sincronizzato con i ritmi e le velocità esterne. Poiché il corpo è la parte animale della nostra natura, esso è ridotto come il cavallo che non ha più parte nella nostra società se non per le dimostrazioni e lo sport.
Ciò che sto cercando di spiegare è la crescente distanza tra questi due grandi aspetti della natura umana. Essi non risuonano più insieme, non lavorano più sulla stessa lunghezza d’onda e di conseguenza rispondono sempre meno l’uno all’altro. L’Io vorrebbe uniformare il corpo o sintonizzarlo alla macchina perfetta. Molti degli attuali programmi di fìtness hanno questo obbiettivo più o meno dichiarato: mettere a punto il corpo come un motore d’auto e molto di ciò che passa per terapia o cura si basa sulla credenza che la mente abbia il potere di migliorare la vita e la salute. Mentre non sono disposto a sottoscrivere la credenza che la mente conscia abbia un potere significativo di modificare la vita e il comportamento personale, credo invece che essa abbia la capacità di riconoscere se ciò che stiamo facendo è costruttivo o autodistruttivo. La saggezza del corpo può essere conosciuta solo da individui che siano in contatto con il loro corpo. Ho trovato che questa è una capacità assai rara nella gran parte delle persone. Molti vivono quasi completamente nella loro testa. Il loro sé cosciente si limita a ciò che pensano.
Sentire ciò che passa al di sotto della testa richiede loro uno sforzo estremo e così l’esperienza ha la vita corta. Molte persone non sentono i loro piedi in contatto con il terreno. Il loro sé cosciente non arriva così giù. Essi non sono radicati nella loro fisicità, come non sono radicati nella natura, sono orientati al potere nelle sue varie forme - denaro, macchine potenti, fama, successo e alte mete da raggiungere. Questi sono i valori dell’Io e denotano una struttura della personalità egocentrica o narcisista. Il risultato è che siamo una società di individui nevrotici che lottano contro la depressione, la malattia, la paura della morte e l’impotenza. La reazione a questo stato di cose è la tendenza a rifiutare questi valori come materialistici, e in un senso lo sono, focalizzandosi sulla coscienza spiritualistica come forma più elevata di vita. Così io vedo la posizione e la direzione del movimento New Age... io vedo nello spiritualismo del movimento acquariano un’operazione dell’io equivalente al materialismo. Il movimento acquariano sorge da una base di pensiero filosofico piuttosto che da un terreno legato alla connessione con il corpo e il sentire.
La pace mentale oltre il conflitto
Il conflitto fra l’Io e il corpo, oltre a provocare la perdita della
grazia fisica, toglie anche all’individuo la pace mentale. In stato
di veglia, nella maggior parte delle persone la mente è costantemente
attiva: i pensieri si susseguono, il più delle volte
senza che sia possibile discernerne uno schema generale. Di norma questo flusso
di pensieri, o “corrente della coscienza” è considerato
un attributo positivo. Spesso però diventa eccessivo: il continuo
preoccuparci di noi stessi e dei nostri problemi ci separa in qualche misura
da ciò che ci circonda. L’attenzione costantemente rivolta a quanto
sta avvenendo nella mente ci rende meno sensibili al contatto con
gli altri e con l’ambiente, e minaccia proprio il senso della spiritualità e
della capacità di amare: perché l’amore, come la spiritualità,
si fonda sulla capacità di protendersi al di là del proprio Io.
La preoccupazione non solo pregiudica la capacità di trascendere il
sé, ma limita l’identificazione dell’individuo con
il suo sé vero, che è uno stato di sensibilità al corpo.
Senza la pace della mente il pieno appagamento dell’essere, che si manifesta
psicologicamente in un atteggiamento aggraziato, diventa impossibile. Se, come
gli animali, ci fidassimo dei nostri sentimenti avremmo la pace della
mente. Invece noi esseri umani abbiamo la benedizione, o maledizione,
di una mente che cerca di capire e controllare la natura, compreso il corpo.
Ma l’uomo non è un dio: il suo sapere è limitato, il suo
intelletto è imperfetto. Credendo di sapere e pensando di far bene,
l’uomo si ribella alla natura con una lotta che non può vincere,
ma che teme di perdere. Finché lotta, finché nella sua personalità c’è conflitto,
non può avere la pace della mente. Dietro la tradizione cristiana c’è la
credenza greco-giudaica nella superiorità della mente sul corpo.
Quando mente e corpo sono separati, la spiritualità diventa un fenomeno
intellettuale - una fede anziché una forza vitale - mentre il corpo
diventa semplice carne o laboratorio biochimico, come nella medicina moderna.
Il corpo despiritualizzato è caratterizzato da una relativa insensibilità e
mancanza di grazia. I suoi movimenti tendono a essere meccanici, poiché sono
determinati in larga misura dalla mente o dalla volontà. Quando
invece è lo spirito a muoverlo, il corpo freme di eccitazione o balza
per l’entusiasmo, simile a un corso d’acqua che scende impetuoso
lungo un pendio montano o scorre calmo, ampio, profondo, in pianura.
La salute e la spiritualità
Gli sforzi con cui cerchiamo di mantenerci in salute possono avere successo
solo se della salute abbiamo un concetto positivo. Definirla come assenza
di malattia è una visione negativa che considera il corpo come
un meccanico potrebbe considerare un’automobile, le cui parti possono
essere sostituite senza danneggiarne il funzionamento. Non è così per
nessun organismo vivente: sicuramente non lo è per gli esseri umani.
Noi abbiamo sentimenti e sensazioni che nessuna macchina ha, ci muoviamo
spontaneamente, cosa che nessuna macchina riesce a fare e abbiamo un profondo
legame con gli altri esseri umani e la natura. La nostra spiritualità deriva
proprio dal senso di questo legame con una forza superiore e un ordine
più grande di noi. Poco importa il nome che gli diamo, potremmo anche
non dargli affatto un nome, come fa la Bibbia. Se ammettiamo che gli esseri
umani sono creature spirituali, dobbiamo anche ammettere l’esistenza
di un rapporto fra spiritualità e salute.
Sentimenti e sensazioni ponte fra corpo e mente
Sensazioni e sentimenti non sono semplici idee o credenze; sono qualcosa
di più dei processi mentali perché coinvolgono il corpo. Consistono
di due elementi: un’attività corporea e la percezione mentale
di tale attività. Li possiamo quindi considerare un forza unificatrice
fra la mente e il corpo: una forza che collega la mente conscia all’attività corporea.
Quest’ultima di per sé non origina sensazioni o sentimenti.
Il corpo può essere attivo senza provocare sensazioni se c’è una
scissione fra l’organo percettivo, l’Io, e l’oggetto
della percezione, il corpo. E’ un disturbo tipico della personalità narcisista.
Lo spirito infranto
Il concetto di “spirito infranto” non è una metafora o un
costrutto psicologico, ma una realtà fisica, corporea. Credo che chiunque
ha avuto lo spirito infranto abbia bloccato la collera nella tensione
muscolare della sommità del dorso e delle spalle. Noi esseri umani
siamo come gli alberi: radicati al suolo con un’estremità, protesi
verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto
più forti sono le nostre radici terrene. Se sradichiamo un
albero le foglie muoiono; se sradichiamo una persona, la sua spiritualità diventa
un’astrazione senza vita. Le religioni orientali sono ben consapevoli
dell’importanza di sottrarsi al controllo della mente per scendere nel
profondo del proprio essere.
La meditazione è la tecnica con cui ciò si può ottenere,
perché acquieta la mente e ci permette di udire i suoi dell’anima.
In Occidente la vita si è secolarizzata sempre più. Il sacro è ridotto
a mera esistenza di una serie di credenze e di simboli. Questi continuano ad
esercitare una notevole influenza sulla vita di alcune persone; ma credenze
e simboli sono processi mentali che non tengono conto del corpo. Nella visione
occidentale del mondo il corpo rientra nella categoria del secolare, del profano,
del materiale. Viene così rafforzata la scissione della mente dal
corpo che, come ho indicato, è alla radice della sofferenza emotiva
dell’uomo.