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Voce "BIOENERGETICA"
dal Dizionario di Psicologia di U. Galimberti, ed. UTET:


Bioenergetica (ingl. Bioenergetics; ted. Bioener-getik; fr. Bioénergétique).
Studio della personalità umana dal punto di vista dei processi energetici del corpo.
Alexander Lowen, che ha coniato il termine, scrive che «la bioenergetica si basa sull'opera di Wilhelm Reich» che «postula l'esistenza di un'energia co-smica di base che chiamò 'orgone', la cui natura non è elettrica» (1975, p. 7, 37).
La teoria dell'orgone (v.) separò W. Reich da S. Freud, anche se Reich non rinunciò a utilizzare le scoperte del fondatore della psicoanalisi oltre ad altre idee desunte da S. Ferenczi e da C. G. Jung, ricomponendole in un sistema nuovo che approdò ad una specifica formu-lazione dell'analisi del carattere e a una nuova forma di terapia.
Dapprima Reich aveva messo a punto un metodo terapeutico che agiva direttamente sulla tensione muscolare e sulle strutture respiratorie per produrre un rilassamento emozionale tale da liberare energia e sensazioni attraverso i tessuti, con effetti benefici sulla psiche.
Lowen si appropria dei capisaldi della pratica terapeutica reichiana e, tenendo fermo il concetto di connessione corpo-mente, elabora la teoria dell'identità funzionale di tensione muscolare e blocco emotivo, unitamente a quella del rapporto tra inibizione della reattività emotiva e limitazione della respirazione.
Inoltre, se Reich collegava gli squilibri nevrotici ad un blocco delle soddisfazioni sessuali, attribuendo all'analisi il compito di liberare l'energia sessuale inibita, Lowen riduce 1'importanza della sessualità e modifica l'obiettivo terapeutico di Reich allargandolo alla più generale capacità di pro-vare piacere e di sperimentare la gioia di vivere.
Alla base resta il concetto reichiano di pulsazione in cui c'è un'alternanza di espansione e contrazione. Questo principio funzionale, rintracciabile in ogni organismo vivente, viene percepito come condizione di benessere e di piacere che, tra gli animali sessual-mente differenziati, trova la sua espressione più in-tensa nell'orgasmo (v.).
Alla pulsazione orgastica, l'organismo si dispone con un processo di espan-sione psichicamente percepito come piacere, mentre di fronte a una minaccia si dispone con un processo di contrazione percepito psichicamente come dispia-cere.

Nell'uomo che vive in un ambiente repressivo e autoritario viene imposta una frustrazione delle sensazioni piacevoli connesse all'alimentazione o alla stimolazione orale, anale e genitale.
Alla fru-strazione si accompagna una reazione di collera cui segue la paura del piacere che eccita il Simpatico, generando una condizione di simpaticotonia cronica che Reich considera il fattore patogeno centrale di tutte le malattie funzionali.
L'ipertonia simpatica pone infatti l'individuo in un costante atteggiamento difensivo che limita la funzionalità dell'organismo, dando origine alle varie malattie.

Prima di questo stato patologico, la repressione degli impulsi emo-zionali piacevoli produce una serie di blocchi che si organizzano in una vera e propria armatura o co-razza caratteriale, oltre a spa-smi della muscolatura che si organizzano in una co-razza muscolare che riduce la mobilità delle cellule e l'irrorazione sanguigna dei tessuti.
Corazza caratteriale e corazza muscolare, che di-sturbano la funzionalità dell'organismo (v. Biopatia), sono intercambiabili sul piano patologico e te-rapeutico dove si può constatare una corrispondenza tra un blocco emozionale e un blocco muscolare che trattengono le energie dell'organismo la cui espres-sione è temuta, per l'angoscia del piacere instaurata a suo tempo dall'educazione e dall'esperienza re-pressiva.
Ne consegue che non basta, come pensava Freud, riportare alla coscienza fattori psichici pato-logici, ma è necessario intervenire sulla corazza mu-scolare per modificare quella emozionale.
Alla sim-paticotonia, determinata da quest'ultima, sono da imputare le inibizioni delle funzioni digestive (quindi l'anoressia nervosa. il cardiospasmo e la colite spa-stica), la turba del circolo con conseguente nevrosi cardiaca e ipertensione arteriosa, lo squilibrio ghian-dolare metabolico con ipertiroidismo, stati di stress e diabete, oltre ad altre sindromi rubricate nella voce "Psicosomatica".
Da questi assunti Reich e poi Lowen sono giunti a definire un'articolata tipologia caratteriale dove a ciascun tipo corrisponde una struttura e un atteggiamento del corpo che esprime la difesa dagli stimoli esterni o interni che minacciano l'individuo.
Nella terapia bioenergetica, centrale è la messa a punto - ad opera di Lowen - del concetto di grounding che significa «avere i piedi solidamente sulla terra».
Si tratta in sostanza di rin-forzare o accrescere nel paziente il senso di sicurezza basilare, facendogli «sentire» la realtà del terreno, del suo corpo, della sua condizione vitale, in uno scambio energetico tra piedi e terra.
«Poiché la carica e la scarica - scrive Lowen - funzionano come unità, la bioenergetica lavora simultaneamente su entrambi i membri dell'equazione per elevare il li-vello energetico, aprire la strada all'autoespressione e reinstaurare nel corpo il flusso delle sensazioni. L'accento dunque viene posto sulla respirazione, sulle sensazioni e sul movimento; al tempo stesso si cerca di collegare il funzionamento energetico at-tuale dell'individuo con la sua storia precedente. Questo approccio combinato mette gradualmente a nudo le forze interiori (conflitti) che impediscono all'individuo di funzionare con il suo pieno poten-ziale energetico. Ogni volta che uno di questi con-flitti interiori si risolve, il livello dell'energia au-menta. Questo significa che 1'individuo assume più energia e ne scarica di più in attività creative, che sono fonte di piacere e di soddisfazione» (1975, p. 41).

BIBLIOGRAFIA
De Marchi L., Wilhelm Reich. Biografia di un'idea, Su-garco, Milano. 1970.
Lowen A.., Il linguaggio del corpo (1958), Feltrinelli, Mi-lano, 1978.
Lowen A.., Bioenergetica (1975), Feltrinelli, Milano, 1983.
Reich W., Genitalità (1926), Sugarco, Milano, 1979.
Reich W., Analisi del carattere (1933). Sugarco, Milano, 1973.
Reich W., La funzione dell'orgasmo (1942), Sugarco, Mi-lano, 1977.